Il pianoforte acustico risponde direttamente al tocco: tasti → martelletti → corde → tavola armonica.
Con 88 tasti che coprono oltre 7 ottave e un quarto, il pianoforte acustico produce il suono interamente con la fisica meccanica: niente elettronica, niente amplificazione. Poiché il suo suono nasce da corde e legno veri, va accordato e curato come ogni strumento meccanico di pregio.
Invenzione e origini
Bartolomeo Cristofori (1655–1731)
Costruttore di clavicembali · Firenze, Italia · circa 1700
Cristofori era un costruttore di clavicembali che ideò il primo meccanismo affidabile a “martelletti”. Chiamò il suo nuovo strumento “gravicembalo col piano e forte”, cioè un clavicembalo capace di suoni piano e forte. Il nome fu abbreviato in pianoforte e poi semplicemente in piano.
Il progetto di Cristofori fu rivoluzionario: per la prima volta chi suonava una tastiera poteva controllare il volume solo con il tocco. Tre dei suoi pianoforti originali (circa 1720) si conservano ancora oggi in collezioni museali.
L’evoluzione storica
Settecento
I primi pianoforti: Firenze
Cristofori costruisce i primi pianoforti. Assomigliavano ai clavicembali, ma usavano martelletti invece di corde pizzicate, dando per la prima volta nella storia della tastiera il controllo della dinamica a chi suonava.
Ottocento
La diffusione in Europa
Il pianoforte si diffonde in Germania, Austria e Francia. Mozart e Haydn lo adottano alla fine del Settecento. I primi pianoforti avevano telai leggeri in legno e circa 5 ottave, un’estensione molto inferiore a quella degli strumenti di oggi.
1826
Il pianoforte verticale: Robert Wornum, Londra
L’inventore inglese Robert Wornum brevetta la meccanica del pianoforte verticale. Disporre le corde in verticale fa risparmiare spazio e porta il pianoforte nelle case della borghesia. I pianoforti a coda restano strumenti da concerto.
Fine Ottocento
L’era industriale: ghisa e acciaio
Telai in ghisa e corde d’acciaio consentono circa 20 tonnellate di tensione totale, rendendo i pianoforti più potenti e ricchi di timbro. La produzione industriale porta i verticali nei salotti come status symbol. L’estensione supera le 7 ottave e mezza.
Oggi
Il pianoforte moderno, compiuto
Intorno al 1900 il pianoforte moderno ha assunto la sua forma familiare: 88 tasti, tre corde per ogni nota acuta, telaio in ghisa, martelletti in feltro e pedali. Da oltre un secolo questa forma è rimasta sostanzialmente invariata. Un gran coda da concerto Steinway modello D pesa circa 990 kg.
Come il pianoforte produce il suono
Tasti e martelletti: il comando
Ogni tasto è una leva. Premendolo, un martelletto di legno rivestito di feltro si solleva e colpisce una o più corde. Il meccanismo di scappamento di Cristofori fa ricadere il martelletto subito dopo il colpo, così la corda vibra liberamente.
Tocco più deciso = martelletto più veloce = nota più forte. È esattamente ciò che significa “pianoforte”.
Corde: la sorgente che vibra
Le corde d’acciaio vibrano a un’altezza musicale quando vengono colpite. Nel registro medio e acuto ogni nota usa tre corde accordate alla stessa altezza: questo “coro” di tre corde dà un suono più pieno e ricco. Le note gravi usano una o due corde più spesse, rivestite di rame.
- Bassi
- 1–2 corde rivestite
- Tenore
- 2 corde semplici
- Acuti
- 3 corde semplici
Tavola armonica: l’amplificatore naturale
Da sole le corde sono quasi impercettibili. Trasmettono le vibrazioni attraverso un ponticello di legno alla tavola armonica, un grande e sottile pannello di abete sotto le corde. La tavola armonica vibra come il cono di un altoparlante e amplifica enormemente il volume. Senza, il pianoforte sarebbe quasi muto.
Smorzatori: risonanza e silenzio
Quando rilasci un tasto, un cuscinetto di feltro (lo smorzatore) ricade sulla corda, ne ferma la vibrazione e chiude la nota. Premendo il pedale di risonanza tutti gli smorzatori si sollevano e le note risuonano liberamente sovrapponendosi, arricchendo la risonanza della musica.
Il pedale di risonanza è uno degli strumenti più espressivi a disposizione di un pianista.
Accordatura
- Diapason standard
- 440 Hz
- La4: il La 440 internazionale
- Accordature minime
- 2×
- Di più per i pianoforti nuovi o molto usati
- Accordature nel primo anno
- 3–4×
- Nei pianoforti nuovi le corde si allungano molto
Temperamento equabile: tutti i 12 semitoni sono regolati allo stesso modo, così il pianoforte suona corretto in qualsiasi tonalità. Un accordatore professionista usa una chiave d’accordatura e ascolta i “battimenti” (fenomeni di interferenza) per impostare con precisione la tensione di ogni corda.
Concerti e studi di registrazione: i pianoforti da concerto vengono accordati prima di ogni esibizione; quelli degli studi anche più volte a settimana. Un’accordatura corretta richiede un tecnico qualificato: chi non è esperto rischia di rompere le caviglie o di lasciare il pianoforte peggio di prima.
Cura e manutenzione
Ambiente stabile
Punta a circa 20 °C e al 40–45% di umidità relativa. Evita di metterlo vicino a finestre, bocchette d’aria o camini: gli sbalzi improvvisi deformano la tavola armonica e il somiere.
Posizione
Tienilo lontano dalla luce diretta del sole e dalle correnti d’aria. Scegli una parete interna e un pavimento in piano. Con il tempo il sole sbiadisce le finiture e secca il legno.
Pulizia dei tasti
Usa un panno morbido che non lasci pelucchi, leggermente inumidito se serve. Non lasciare mai che l’umidità penetri tra i tasti. Niente solventi né oli sulla superficie dei tasti.
Cura del mobile
Spolvera con un panno in microfibra asciutto. Niente lucidi per mobili né cera: gli accumuli danneggiano la finitura. Tieni il coperchio chiuso quando non suoni, per non far entrare la polvere.
Oggetti
Non appoggiare mai bevande, piante o oggetti pesanti sul pianoforte. I liquidi rovinano la finitura; il peso eccessivo provoca vibrazioni e può danneggiare le parti interne.
Assistenza professionale
Accordalo almeno due volte all’anno. Ogni qualche anno un tecnico dovrebbe controllare la regolazione della meccanica e l’intonazione dei martelletti per mantenere costanti tocco e timbro.
Curiosità
Il nome: “pianoforte”
L’estensione più ampia di tutti gli strumenti
88 tasti e un centro sorprendente
Oltre 12.000 parti
Strumento a corde E a percussione
I più grandi compositori erano pianisti
Record del pianoforte
Status symbol vittoriano
In sintesi
In sintesi
Il pianoforte acustico è una meraviglia di ingegneria e di arte. Le sue oltre 10.000 parti mobili rispondono all’istante al tocco di chi suona, rendendo possibile tutto, dai passaggi sussurrati agli accordi fragorosi. Con un’accordatura e una cura regolari, e un pizzico di talento, un pianoforte acustico può regalare decenni di gioia musicale.